Passa ai contenuti principali

Dove iniziano e finiscono i meriti di un allenatore?



di
Usul Muad’Dib Ximenes

La domanda è sulla bocca di molti tifosi: di chi i meriti di questo esaltante (e inaspettato) primo quarto di campionato dell’Inter?
Secondo un vecchio adagio la vittoria è figlia di molti padri e la sconfitta solitamente dell’unico che paga quando le cose non vanno bene: l’allenatore.
Partirei proprio da questa considerazione. Nel Post Triplete l’Inter ha cambiato 11 allenatori: almeno una volta e mezza a stagione.
Luciano Spalletti ha preso l’Inter nel periodo più delicato possibile: squadra reduce da una stagione che l’ha relegata fuori da tutte le coppe, organico che andava pesantemente ritoccato al rialzo in molti ruoli, mercato bloccato dal fair play finanziario e dal governo cinese. Col dovere esplicito di riportare la squadra tra le prime quattro della classe per riascoltare la musichetta della Champions League. Un po’ come chiedere ad un esercito di uomini con lance e pietre di sfidare e sconfiggere reparti dotati di fucili e mitragliatrici.

Dopo quattro mesi di duro lavoro individuale e collettivo, i tifosi si stropicciano gli occhi di fronte a tanta grazia: modulo e progetto di gioco definiti; giocatori coinvolti che rendono il doppio delle abituali medie degli anni passati; tre dei nuovi arrivati già perfettamente integrati e decisivi; risposta del pubblico allo stadio da applausi. E un ritrovato appeal che servirà per attirare quei calciatori capaci di migliorarti.


Probabilmente il vero quesito dovrebbe essere il seguente: dove sarebbe adesso l’Inter se al posto di Spalletti fosse arrivato qualunque altro allenatore diverso da lui?

Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista ESCLUSIVA a Franco Caravita

Di Usul Muad’Dib Ximenes, Francesco De Nigris e Carla Pilleri Franco Caravita,  tifoso nerazzurro da tutta una vita, ha contribuito a fondare nel 1969 il gruppo Boys San. A tutt'oggi è pacificamente considerato come uno dei  leader nonché portavoce della Curva Nord dell'Inter. Dopo alcuni atteggiamenti censurabili, Balotelli fu scaricato dalla curva e poi ceduto. Icardi invece, dopo i fatti di Reggio Emilia e la sua capziosa autobiografia, di fatto perdonato. Ha prevalso nel caso di Mauro la ragion di stato? "Quello che scrivi nel libro riflette il tuo pensiero e la tua personalità ed è destinato ad essere letto da milioni di persone: in quell’autobiografia   furono scritte alcune cose false e da lì derivò un’ovvia incompatibilità con noi (della Nord, ndr) che avevamo ricevuto le offese e che per questo ci siamo sentiti moralmente offesi. Alla mia età sono portato a guardare le cose nell’ottica del padre di famiglia: continuo a consi...

Tg Inter: le notizie nerazzurre commentate in breve

di Usul Muad’Dib Ximenes Mario Sconcerti: “Quello dell’Inter è un crollo vero al quale serve una spiegazione” Pesano tremendamente sul giudizio le sconfitte contro Udinese e Sassuolo (entrambe immeritate). Poi ci sono i pari interni contro le romane, dirette concorrenti, e quello esterno con la Fiorentina che per poco non diventava vittoria. L’Inter ha accusato un fisiologico calo psicofisico, di idee, di ventando prevedibil e e questo è coinciso con il periodo più caldo di scontri diretti dell’intero campionato. Resta la classifica : se Lazio e Roma dovessero vincere i propri recuperi, i giallorossi sarebbero a pari merito coi nerazzurri al quarto posto che però, grazie al pareggio di domenica, avrebbero dalla propria gli scontri diretti . In perfetta media Champions che è sempre stato, e rimane, vero obiettivo stagionale . Meditate, gente. Sconcerti, pure. Davide Santon : chiude il suo account Instagram dopo le minacce per l’errore di domenica....

Rifondazione Italia e quella pericolosa tentazione di protezionismo

di Usul Muad’Dib Ximenes Lo shock, inteso come sorpresa dal gusto amaro di una medicina poco saporita, è grande malgrado non fosse totalmente inaspettato. Italia di nuovo fuori dai mondiali di calcio e son passati sessant'anni dall'ultima (ed unica volta). Tutti a casa e per alcuni è stato addio mesto e tristissimo. Ventura andrà via, di sua sponte o accompagnato da una buonuscita che non gli farebbe onore. Tavecchio, figlio di una generazione che non conosce il significato della parola dimissioni, probabilmente rimarrà pervicacemente al suo posto. E l’Italia, intesa come intero movimento pedatorio, andrà smantellata e ricostruita dalle fondamenta. Dopo l’umiliazione contro la Corea del Nord ai mondiali inglesi del 1966, la Federazione decise di chiudere le frontiere per dare nuova spinta al movimento interno fino ad allora pervaso da oriundi e naturalizzati. Anche ieri, qualche istante dopo il triplice fischio di San Siro, alcuni proponevano la medesima so...