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Inter-Lazio: presentazione della sfida in 300 parole



di Usul Muad’Dib Ximenes


Simone Inzaghi malgrado un mercato non scintillante è stato capace di ovviare alla partenza dell’uomo di punta, Keita Baldé, scoprendo una nuova pepita in Luis Alberto, anonimo l’anno scorso e perno imprescindibile in questa stagione.

Come illustrato da Spalletti nella conferenza di ieri, la squadra romana ama il calcio verticale ed è particolarmente letale nelle transizioni offensive svolte a memoria e con un limitato numero di passaggi, non più di quattro, per giungere alla conclusione nella porta avversaria.

Al pari del Napoli, la compagine ospite è tra le più alfabetizzate e scolarizzate (sotto il profilo tattico) dell’intera serie A.
I laziali svolgono molto bene entrambe le fasi di gioco e hanno tra le loro fila giocatori di elevato spessore tecnico. Oltre al citato Luis Alberto, il bomber Immobile, l’uomo mercato Milinkovic-Savic, Parolo, Lulic..

Per avere la meglio e spezzare la crisi, la banda Spalletti dovrà ritrovare lo smalto fisico e mentale dei giorni migliori. Specie in fase di costruzione della manovra e di gestione della palla che, anche nel derby di coppa, ha fatto registrare statistiche da far tremare i polsi visto il numero impressionante di appoggi sballati (e sbagliati) da parte di Gagliardini, Vecino, Borja & co. 
A Candreva e Perisic sarà riservata una marcatura a uomo mentre Icardi dovrà indulgere maggiormente nel movimento senza palla per sfuggire al controllo dei difensori ospiti abituati a cercare costantemente l’anticipo sugli attaccanti avversari.

Cruciale sarà il lavoro del citato Borja Valero in fase passiva e di raccordo allo stesso Icardi: quando l’Inter non è riuscita a sfogare la sua qualità sulle fasce difficilmente è riuscita farlo sfondando per vie centrali. 
Un limite da affrontare e, se possibile, da sfatare già questo pomeriggio.


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