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Inter-Udinese - le pagelle di Paolo Lazzerini

INTER-UDINESE 1-3 : SANTON UOMO IN PIU’ FRIULANO; BROZOVIC A 
...SPRITZ, SKRINIAR MURO CHE SCRICCHIOLA.

di Paolo Lazzerini

Doveva succedere. Nel nostro enorme cuore di tifosi speravamo non accadesse mai ma ovviamente era impensabile che questa squadra così costruita non sarebbe mai caduta. Certo che proprio oggi non ce lo aspettavamo, sebbene l’Udinese da quando è affidata alle cure del bravo Massimo Oddo, si è dimostrata un complesso solido e organizzato. Ma la rosa corta prima o poi doveva presentare il conto, ed eccoci infatti al redde rationem. Una squadra che ha ceduto di schianto per l’esaurimento delle energie nervose prima ancora di quelle fisiche. Ma quando giochi con gli stessi 13 o 14 per mesi, perché il mercato estivo ci ha restituito una rosa palesemente incompleta in quasi tutti i reparti, questa situazione era ampiamente da mettere in preventivo, e chi vi scrive ne è sorpreso 
davvero il giusto. Adesso Spalletti, fin qui straordinario, dovrà dimostrare di essere bravissimo anche nel rivitalizzare immediatamente il gruppo dal punto di vista psicologico e fisico. Sassuolo ma soprattutto Lazio e Milan infatti non aspettano.


HANDANOVIC 7. Risponde presente da par suo alla primissima avvisaglia dei toni bellicosi degli ospiti nel secondo tempo quando dice no ad una conclusione da due passi di Lasagna. Sui gol è incolpevole.

D’AMBROSIO 5,5. Funziona bene l’asse con Candreva nel primo tempo, frazione nella quale pure i ragazzi hanno fornito una confortante prestazione. Nella ripresa però anche lui da il suo contributo negativo con giocate confusionarie. Sfiora il gol di testa da angolo.

MIRANDA 6. L’unico che regge la dietro, grazie alla sua esperienza. Perlomeno lui continua nel periodo positivo dopo un inizio di campionato con molti punti interrogativi.

SKRINIAR 5+. E’ stata una partita dove pure si è distinto per alcune chiusure delle sue. Però nel primo gol friulano non è posizionato benissimo lì dentro l’area piccola, e nell’occasionissima di Lasagna sopracitata è lui che buca clamorosamente l’intervento. Dopo tre mesi alla grande è fisiologico che tiri un po’ il fiato.

SANTON 4,5. La cosa paradossale è che l’ex “Bambino” nel primo tempo si è pure distinto per alcune iniziative lodevoli nella fascia di sua competenza. Ma quella sanguinosa palla persa dalla quale è scaturito lo 0-1 e quel braccio largo che ha originato il rigore non possono salvarlo da un’insufficienza grave.

VECINO 5. l’ho soprannominato “Nick” perché quei suoi strappi palla al piede ai quali ci aveva abituato nelle prime giornate di campionato lo facevano assomigliare al grande Nicola Berti. Ma 
quegli strappi da qualche settimana sono ormai un lontano ricordo. Prestazione troppo anonima.

BORJA VALERO 5,5. Nel primo tempo dirige il traffico con la consueta saggezza ma senza acuti particolari. Nella ripresa tutta la squadra crolla fisicamente e non poteva certo essere lui a reggerla. Peraltro nella parte iniziale di seconda frazione viene pure toccato duro limitandone la prestazione.

CANDREVA 6-. Nella ripresa non ne azzecca una ma se nel primo tempo abbiamo accarezzato l’idea di poter vincere l’ennesima partita il merito è per gran parte suo. Suo infatti l’assist al bacio per l’illusiorio pareggio, sue parecchie iniziative potenzialmente pericolose.

BROZOVIC 5. Un giocatore che più che a sprazzi va a ...Spritz. Si segnala positivamente solo per un gran tiro al volo da fuori area che avrebbe meritato miglior fortuna. Per il resto vaga per il campo
come uno che appunto ha fatto incetta del famoso aperitivo, senza combinare nulla di costruttivo.

PERISIC 5. Non è lui. Dopo la tripletta al Chievo a Ivan gli si è spenta la luce. Oppure gli si sono spente le gambe, dal momento che da 15 giorni a questa parte non salta più l’uomo neanche per sbaglio. Va rigenerato.

ICARDI 6-. Se non altro ha risposto presente in una delle pochissime palle decenti recapitategli nei piedi. Da un Capitano col cuore nerazzurro come lui stesso si definisce, ci si dovrebbe attendere casomai un altro atteggiamento quando la squadra è in difficoltà, anziché sprecare energie nervose per inalberarsi col compagno di turno che non gli fornisce la palla giusta.

GAGLIARDINI 5,5. Inserito in apertura di ripresa per dare chili e centimetri ad un centrocampo che soffriva oltremisura la fisicità di quello avversario. Lotta, recupera qualche palla, da una bella palla a Icardi sfruttata male, ma fa anche lui della discreta confusione.

KARAMOH 5+. Attendersi che fosse il ragazzino francese il salvatore della patria era 
probabilmente esagerato, certo che quei 20 minuti contro il Genoa di qualche mese fa forse furono fin troppo illusori.

EDER 5,5. 17 minuti di vorrei ma non posso per l’italo- brasiliano, che arriva solo vicino a deviare sotto porta due palloni messi in mezzo e a sfruttare un controllo approssimativo di Icardi.


SPALLETTI 5,5. Onestamente quante colpe dare al tecnico ex-giallorosso? Poche in fondo.  Costretto a schierare per l’ennesima volta praticamente la medesima formazione, ha visto crollare i suoi ragazzi psicologicamente e fisicamente. D’altronde quando ti ritrovi con una rosa così poco profonda saperla gestire è mero esercizio da equilibristi. Finora c’era riuscito benissimo, ma lo scivolone, nonostante un miglioramento generale della qualità del gioco settimana dopo settimana, si aveva la sensazione che era sempre dietro l’angolo. Casomai - col senno di poi - forse ha stravolto troppo tatticamente la squadra una volta tornati in svantaggio.




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