Passa ai contenuti principali

Post Inter-Chievo, alias: quella insostenibile leggerezza di essere al vertice



di Usul Muad’Dib Ximenes

Missione compiuta. Dopo quasi due anni dall’ultima volta l’Inter torna a guardare tutte le altre dall’alto di una classifica che sorride

Lo capisci da Spalletti che, nel consueto post partita davanti ai microfoni di tv e giornali, sfodera un sorriso più soddisfatto e rilassato che mai. Il primato solitario in classifica è un’ideale torta di cui in tanti a fine gara, più o meno legittimamente, si intesteranno una fetta di merito. 

Un’azienda sportiva, perché tale è una squadra di calcio di Serie A, è come una famiglia: funziona solo se ognuno al suo interno svolge con passione e lealtà il proprio dovere.

Ma è forte la sensazione che senza l’arrivo del tecnico di Certaldo, calatosi nella realtà interista come un Messia venuto dall’Arno, poco o nulla di quel che accade sarebbe stato finora possibile. Ha moltiplicato il pane vagamente raffermo e il pesce non propriamente di giornata messogli a disposizione da una società vittima di lacci e lacciuoli vari, trasformando la squadra nerazzurra in un rinomato ristorante pluristellato le cui delizie fanno scintillare gli occhi dei propri tifosi scatenando al contempo gli appetiti delle più ricche società del mondo

Ha licenziato la pratica Chievo (che alla vigilia incuteva più di un timore) senza due terzi del centrocampo titolare e proponendo dal primo minuto un Ranocchia che non ha sfigurato dopo anni deludenti ed amari. Ha vinto e convinto mostrando una squadra fisicamente tirata a lucido e notevoli progressi nella fluidità di manovra e di gioco.
Gli esami non finiscono mai” sottolinea un vecchio adagio e si profila nell’immediato orizzonte temporale quello più impegnativo ed atteso.

Da affrontare con “passione e non con ossessione”.

Parola di Mou. Che di miracoli, come Spalletti, un po’ se ne intende.


 

Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista ESCLUSIVA a Franco Caravita

Di Usul Muad’Dib Ximenes, Francesco De Nigris e Carla Pilleri Franco Caravita,  tifoso nerazzurro da tutta una vita, ha contribuito a fondare nel 1969 il gruppo Boys San. A tutt'oggi è pacificamente considerato come uno dei  leader nonché portavoce della Curva Nord dell'Inter. Dopo alcuni atteggiamenti censurabili, Balotelli fu scaricato dalla curva e poi ceduto. Icardi invece, dopo i fatti di Reggio Emilia e la sua capziosa autobiografia, di fatto perdonato. Ha prevalso nel caso di Mauro la ragion di stato? "Quello che scrivi nel libro riflette il tuo pensiero e la tua personalità ed è destinato ad essere letto da milioni di persone: in quell’autobiografia   furono scritte alcune cose false e da lì derivò un’ovvia incompatibilità con noi (della Nord, ndr) che avevamo ricevuto le offese e che per questo ci siamo sentiti moralmente offesi. Alla mia età sono portato a guardare le cose nell’ottica del padre di famiglia: continuo a consi...

Coutinho Sì, Coutinho No

di Usul Muad ’Dib Ximenes Da quando il Barcellona ne ha ufficializzato l’acquisto, esistono 160 milioni di motivi (in €) per chiedersi cosa sarebbe successo se l’Inter non avesse ceduto a suo tempo Philippe Coutinho al Liverpool. Questo modesto scrivente non ha la presunzione di avere tutte le risposte perché se così fosse insegnerebbe, parafrasando Guglielmo da Baskerville, teologia a Parigi. C’è di certo che Coutinho è una gioia per gli occhi di chi ama il calcio, mescolando tecnica di base sopraffina con velocità di pensiero superiore alla media al servizio di un dribbling condito da tiro preciso e potente. Ed ancor più certo è che in Inghilterra si è consacrato grazie ad allenatori che ne hanno esaltato le doti inserendolo in un collettivo che potesse far fronte alle sue mancanze. Infatti, prima Rodgers e poi Klopp, lo hanno sostanzialmente esonerato, in fase di non possesso , dal logorio del pressing e dei compiti difensivi. Il calcio di Spalletti ...

Cicala e formica: la voce del cuore e quella della ragione

di Usul Muad’Dib Ximenes Non si vince da sei gare , i musi lunghi si accentuano e il sorriso rassicurante dello Spalletti messianico di qualche mese fa ha lasciato posto al viso corrucciato delle ultime delusioni post partita. Dopo Inter-Roma, lo specchio delle ambizioni restituisce al supporter interista dei riflessi contrastanti e dubbiosi. Ci eravamo forse illusi un po’ tutti . E non è peccato . Un vecchio adagio sostiene che quando si intraprende un cammino occorre sempre mirare lo sguardo all’orizzonte davanti a sé. Ma non esiste percorso esente da da dubbi ed incertezze: è quello il momento in cui fermarsi a riflettere e voltarsi metaforicamente ripensando a ciò che ci si è lasciati alle spalle . Lo scorso campionato si avvicendarono cinque allenatori sulla panchina interista. Una mattanza tecnica, economica e di prestigio conclusasi con la squadra fuori da tutte le coppe . Si è ripartiti con un tecnico di spessore che ha accettato una sfi...