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SOSTIENE POLENTA - Rubrica di approfondimento sul calciomercato


di Usul Muad’Dib Ximenes



Paolo Polenta è titolare della Falco Scouting & Service
una società che si occupa di scouting per agenti e club e 
fornisce relazioni sul gioco delle squadre.
Segue con particolare attenzione il calcio internazionale 
e quello giovanile. Ha un rapporto di collaborazione 
in esclusiva con la GGXX International Scouting & 
Management del procuratore Edoardo Giusti.


Sette giorni fa avevamo sottolineato il pericolo di una possibile flessione della squadra dopo le non esaltanti performance contro Juve e Pordenone. È arrivata la prima, dolorosa, sconfitta in campionato contro l’Udinese. Possiamo parlare di un principio di crisi?

Nel secondo tempo contro i friulani si è rivista la stessa Inter indisponente dello scorso anno con alcuni giocatori indolenti che non rincorrevano l’avversario in fase di non possesso.
Più che un logorio fisico ho notato una certa flessione dal punto di vista mentale. Forse i rigori contro il Pordenone hanno scaricato la squadra dal punto di vista nervoso.

Dopo la sconfitta c’è stato, come prevedibile, un confronto tra tutte le componenti tecniche e societarie nell’Inter. Spalletti ha ricordato che la squadra è buona ma incompleta. Sabatini sembra avergli fatto sponda nelle richieste a Suning. Cosa bolle in pentola?

Come diciamo da alcune settimane, qualcuno arriverà. Servirebbero giocatori importanti per migliorare che contribuiscano a dare un passo diverso da quello attuale.
Serve un collante che leghi in modo organico il terminale offensivo al terminale offensivo. Alla Roma Spalletti aveva Nainggolan. Servirebbe uno così.

La settimana scorsa lei ha parlato di alcuni nomi caldi sui taccuini dell’Inter: Davide Astori, Milan Badelj, Mateo Kovacic e Giaccherini.
Alla luce della sconfitta contro l’Udinese e della riunione degli stati generali interisti sul tema mercato, i nomi e le prospettive in vista di gennaio sono cambiate?

Come specificato da Steven Zhang e come spiegato da Ausilio e Sabatini si dovrà far ricorso all’autofinanziamento.
Il che non significa non far mercato ma far di conto e andare a cercare l’opportunità migliore in base al rapporto qualità/prezzo. 
Per l’immediato, i nomi sono più o meno gli stessi della settimana scorsa.
In vista di giugno, ho ricevuto conferme importanti di un affondo importante per De Vrij per il quale si aspetterebbe l’ok definitivo dalla Cina che è una prassi per le operazioni più importanti della società.

Questo significa che De Vrij rifiuterà il rinnovo proposto dalla Lazio?

Parliamo di situazioni molto dinamiche. l’Inter può anche aver trovato un principio di accordo con il giocatore e questo, nella maggior parte dei casi, si traduce in affare vero e proprio. Possono però sempre verificarsi dei ripensamenti come accade in qualsiasi trattativa. Fino a quando non ci sarà il deposito del contratto può accadere di tutto.

Realisticamente, ad oggi, quante possibilità ci sono che il giocatore possa comunque alla fine trovare un accordo per il rinnovo con la Lazio?

Mi sbilancio e dico il 25%: una su quattro che rinnovi.

Quante possibilità invece ci sono che il giocatore rinnovi, come richiesto dai suoi manager, con una clausola bassa sui 15 milioni di €?

Credo prossime allo zero. Non credo che la Lazio possa accettare un rinnovo con clausola inferiore ai 25 milioni di €. Se non accetterà il rinnovo, il giocatore potrebbe anche rimanere a Roma fino a fine stagione per poi svincolarsi ed andare altrove a costo zero.

Crede che l’Inter abbia la forza di strappare il giocatore alla Lazio entro il 31 gennaio?

Ritengo l’affare poco praticabile per le numerose ragioni illustrate in questa e nelle precedenti interviste.



SI RINGRAZIA IL SIGNOR PAOLO POLENTA PER LA LA CONSUETA CORTESIA E DISPONIBILITÀ.


RIPRODUZIONE RISERVATA ©





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