Passa ai contenuti principali

Dal Vangelo secondo Facundo


di Usul Muad’Dib Ximenes

Brillano le mille luci del Meazza che scaldano idealmente una serata fredda e tipicamente milanese di inizio gennaio.

I flash dei fotografi e i coriandoli circondano mister Vecchi ed i suoi ragazzi stretti come una giovane tribù. Eccola la Supercoppa che fa sorridere il pubblico nerazzurro sparuto e famelico di gioie dopo i fasti del Triplete. È un trofeo che emette mille riflessi dal suo cratere argentato quello brandito dalle giovani mani di questi virgulti interisti della pedata.

In seconda fila si scorge il volto glabro e fanciullesco di un bimbo venuto dall’altra parte del mondo. Ci ha pensato lui a riportare lustro e sorriso nello stadio che ammirò le gesta di Mazzola, Ronaldo e Milito. Due gol spalmati agli estremi di 120 tiratissimi minuti. Il primo dopo una palla riconquistata a metà campo e poi rifinita dopo averla sapientemente accompagnata. Ed il secondo, a pochi secondi dalla lotteria dei rigori, con una girata acrobatica in mezzo a tante maglie avversarie.

Il destino di Colidio risiede nel nome che porta. Un discendente di quegli europei che abbandonarono il vecchio continente in cerca di fortuna nel nuovo mondo. 
Facundo ha origini gentilizie e deriva dal latino Facundus: colui che parla bene. Un giovane predicatore del gol i cui piedi favellano come violini e che non dimentica l'importanza di chi gli sta accanto:

Adesso sono troppo felice. Ho fatto due gol grazie a tutta la squadra” - dirà subito dopo aver deciso la gara che gli ha regalato il primo alloro con i colori nerazzurri. 
Sorride con la meraviglia del bambino e la consapevolezza di un adulto che spera di arrivare molto, molto lontano.

Parole e musica dal Vangelo secondo Colidio. O, meglio, “GOLidio”.



RIPRODUZIONE RISERVATA ©



Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista ESCLUSIVA a Franco Caravita

Di Usul Muad’Dib Ximenes, Francesco De Nigris e Carla Pilleri Franco Caravita,  tifoso nerazzurro da tutta una vita, ha contribuito a fondare nel 1969 il gruppo Boys San. A tutt'oggi è pacificamente considerato come uno dei  leader nonché portavoce della Curva Nord dell'Inter. Dopo alcuni atteggiamenti censurabili, Balotelli fu scaricato dalla curva e poi ceduto. Icardi invece, dopo i fatti di Reggio Emilia e la sua capziosa autobiografia, di fatto perdonato. Ha prevalso nel caso di Mauro la ragion di stato? "Quello che scrivi nel libro riflette il tuo pensiero e la tua personalità ed è destinato ad essere letto da milioni di persone: in quell’autobiografia   furono scritte alcune cose false e da lì derivò un’ovvia incompatibilità con noi (della Nord, ndr) che avevamo ricevuto le offese e che per questo ci siamo sentiti moralmente offesi. Alla mia età sono portato a guardare le cose nell’ottica del padre di famiglia: continuo a consi...

Tg Inter: le notizie nerazzurre commentate in breve

di Usul Muad’Dib Ximenes Mario Sconcerti: “Quello dell’Inter è un crollo vero al quale serve una spiegazione” Pesano tremendamente sul giudizio le sconfitte contro Udinese e Sassuolo (entrambe immeritate). Poi ci sono i pari interni contro le romane, dirette concorrenti, e quello esterno con la Fiorentina che per poco non diventava vittoria. L’Inter ha accusato un fisiologico calo psicofisico, di idee, di ventando prevedibil e e questo è coinciso con il periodo più caldo di scontri diretti dell’intero campionato. Resta la classifica : se Lazio e Roma dovessero vincere i propri recuperi, i giallorossi sarebbero a pari merito coi nerazzurri al quarto posto che però, grazie al pareggio di domenica, avrebbero dalla propria gli scontri diretti . In perfetta media Champions che è sempre stato, e rimane, vero obiettivo stagionale . Meditate, gente. Sconcerti, pure. Davide Santon : chiude il suo account Instagram dopo le minacce per l’errore di domenica....

Rifondazione Italia e quella pericolosa tentazione di protezionismo

di Usul Muad’Dib Ximenes Lo shock, inteso come sorpresa dal gusto amaro di una medicina poco saporita, è grande malgrado non fosse totalmente inaspettato. Italia di nuovo fuori dai mondiali di calcio e son passati sessant'anni dall'ultima (ed unica volta). Tutti a casa e per alcuni è stato addio mesto e tristissimo. Ventura andrà via, di sua sponte o accompagnato da una buonuscita che non gli farebbe onore. Tavecchio, figlio di una generazione che non conosce il significato della parola dimissioni, probabilmente rimarrà pervicacemente al suo posto. E l’Italia, intesa come intero movimento pedatorio, andrà smantellata e ricostruita dalle fondamenta. Dopo l’umiliazione contro la Corea del Nord ai mondiali inglesi del 1966, la Federazione decise di chiudere le frontiere per dare nuova spinta al movimento interno fino ad allora pervaso da oriundi e naturalizzati. Anche ieri, qualche istante dopo il triplice fischio di San Siro, alcuni proponevano la medesima so...