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Mercato da cappello in mano e qualche inquietudine



di Usul Muad’Dib Ximenes

Dopo due settimane di sessione invernale di mercato, le prime cinque della classe sono rimaste tutte sostanzialmente a guardare.
A secco Juve e Roma, Il Napoli in attesa di Verdi, la Lazio con Caceres e l’Inter col fresco arrivo di Lisandro Lopez.

Il quotidiano “La Repubblica” però pone il mirino della mitragliatrice solo sui nerazzurri rei di condurre un mercato da mensa della Caritas anche se finora Sabatini&Ausilio sono stati gli unici ad aver effettivamente rimpolpato l’organico con un vero effettivo.

Probabilmente il fuoco di fila di stampa e tv è figlio anche delle aspettative abnormi create nell’immaginario dei tifosi e degli addetti ai lavori da parte di Suning.

Proprietà cinese che ha sì immesso in poco meno di due anni quasi 500 milioni di € nel progetto nerazzurro, ma che suscita qualche legittima perplessità sull’ambizione di rinforzare la squadra anche sul lato sportivo. Preoccupazioni che trascendono i pur validissimi limiti del Fpf e dell’emissione dei capitali cinesi.

Specchio di questi dubbi è la telenovela legata al brasiliano Ramires tesserato per lo Jangsu, l’altra franchigia sportiva del gruppo. In quali termini di importanza si pongono le ambizioni dell’Inter rispetto a quelle della squadra di casa?

Ma soprattutto: perché 12 mesi fa nessuno fece obiezioni quando lo Jangsu parcheggiò in prestito a Milano l’anonimo australiano Trent Sainsbury mentre ora, a parti invertite, si invoca l’alibi di presunte ostruzioni da parte dell’Uefa?

L’inquietudine rimane. Insieme alla speranza che da qui alla chiusura del mercato arrivino le risposte ai dubbi e alle aspettative di quei tifosi che per numero di presenze allo stadio e per passione dimostrano di essere saldamente Campioni d’Italia.


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